Tanto per chiarire / Just to make it clear


Tanto per chiarire / Just to make it clear

Più che un blog questo è un diario di appunti, dove spesso mi segno e rilancio articoli ed opinion interessanti trovate in giro per la rete.

Cerco sempre di citare e linkare correttamente la fonte originale. Se comunque trovaste roba vostra che volete che tolga o corregga, vi prego di segnalarmelo a Stef@cutillo.eu
This is a notebook -not really a blog- where I often relaunch interesting stuff I find roaming on the net.
I always try to link correctly the original sources. If anyway you find your stuff and want me to remove or correct it, please let me know at Stef@cutillo.eu


Questo blog, ovviamente, non rappresenta una testata giornalistica in quanto viene aggiornato senza alcuna periodicità e con molta poca coerenza. Non può pertanto considerarsi un prodotto editoriale ai sensi della legge n. 62 del 7.03.2001 e seguenti.
This is just a silly legal note to state that this (SURPRISE! SURPRISE!)
is not a newspaper or a news publication whatsoever.

giovedì 22 novembre 2012

La crisi economica spiegata da Proust

Proust's / Spiegare la crisi economica agli ubriaconi

Katia è la proprietaria di un bar, di quelli dove si beve forte.

Rendendosi conto che quasi tutti i suoi clienti sono disoccupati e che quindi dovrannoridurre le consumazioni e le frequentazioni, escogita un geniale piano di marketing, consentendo loro di bere subito e pagare in seguito. Segna quindi le bevute su un libro che diventa il libro dei crediti (cioè dei debiti dei clienti).

Laformula “bevi ora, paga dopo” è un successone: la voce si sparge, gli affari aumentano e il bar di Katia diventa il più importante dellacittà.

Lei ogni tanto rialza i prezzi delle bevande e naturalmente nessuno protesta, visto che nessuno paga: è un rialzo virtuale. Così il volume delle vendite aumenta ancora.

Labancadi Katia, rassicurata dal giro d’affari, le aumenta il fido. In fondo, dicono i risk manager, il fido è garantito datutti i crediti che il bar vanta verso i clienti: “il collaterale agaranzia”.

Intanto l’Ufficio Investimenti & Alchimie Finanziarie della banca ha una pensatageniale. Prendono i crediti del bar di Katia e li usano come garanzia per emettere un’obbligazione nuovafiammante e collocarlasui mercati internazionali: gli SborniaBond.

Ibond ottengono subito un rating di AA+ come quello della banca che li emette, e gli investitori non si accorgono che i titoli sono di fatto garantiti da debiti di ubriaconi disoccupati. Così, dato che rendono bene, tutti li comprano. L’articolo continuaqui sotto. Conseguentemente il prezzo sale, quindi arrivano anche i gestori dei Fondi pensione a comprare, attirati dall’irresistibile combinazione di un bond con alto rating, che rende tanto e il cui prezzo sale sempre. E i portafogli, in giro per il mondo, si riempiono di Sbornia Bond.

Un giorno però, alla banca di Katia arriva un nuovo direttore che, visto che in giro c’è ariadi crisi, tanto per non rischiare le riduce il fido e le chiede di rientrare per la parte in eccesso al nuovo limite.

A questo punto Katia, per trovare i soldi, comincia a chiedere ai clienti di pagare i loro debiti. Il che è ovviamente impossibile essendo loro dei disoccupati che si sono anche bevuti tutti i risparmi.

Katia non è quindi in grado di ripagare il fido e la banca le tagliai fondi.

Il bar fallisce e tutti gli impiegati si trovano per strada.

Il prezzo degli SborniaBond crolla del 90%.

Labancache li ha emessi entra in crisi di liquidità e congela immediatamente l’attività: niente più prestiti alle aziende. L’attività economica locale si paralizza.

Intanto i fornitori di Katia, che in virtù del suo successo, le avevano fornito gli alcolici con grandi dilazioni di pagamento, si ritrovano orapieni di crediti inesigibili visto che lei non può più pagare.

Purtroppo avevano anche investito negli Sbornia Bond, sui quali ora perdono il 90%.

Il fornitore di birra inizia prima a licenziare e poi fallisce.

Il fornitore di vino viene invece acquisito daun’azienda concorrente che chiude subito lo stabilimento locale, manda a casa gli impiegati e delocalizza a6.000 chilometri di distanza.

Per fortuna la banca viene invece salvatada un mega prestito governativo senzarichiesta di garanzie e a tasso zero.

Per reperire i fondi necessari il governo sta tartassando quelli che non sono mai stati al bar di Katia perché astemi o troppo impegnati a lavorare.

lunedì 5 novembre 2012

Glorificare il mercenario Quattrocchi e demonizzare il manifestante Giuliani?

Ecco la mia risposta ad un amico che contestava chi glorifica il manifestante Carlo Giuliani, rimasto ucciso durante il G8 di Genova nel 2001, proponendo invece ad esempio di onore patrio Fabrizio Quattrocchi, mercenario catturato e poi ucciso in Iraq dalla guerriglia locale.

Io invece ammetto di essere un po' stufo di dover rispetto a qualunque idiozia e agli idioti che le propugnano. Ho sempre difeso Placanica, ma vorrei l'arresto degli idioti che mettono un ragazzino di leva con un'arma in mano in una situazione come quella, e l'arresto dei criminali (quelli sì che disonorano il Paese, la divisa e se vuoi la bandiera!) che anziché fare il loro (degnissimo) lavoro hanno bastonato, massacrato persone inermi che manifestavano dissenso per determinate politiche (e con tutte le ragioni, come si è visto qualche anno più tardi), canalizzando la rabbia dei manifestanti sulle forze dell'ordine, contro cui altrimenti l'esigua minoraza dei black block sarebbe stata isolata (come ho visto succedere altrove). Hanno addirittura prodotto prove false! Loro, che dovrebbero essere i difensori della legge! È verso quelle mele marce (molti dirigenti delle forze dell'ordine) che dovrebbe centrarsi il vostro sdegno di patrioti!
E invece eccovi a demonizzare un ragazzo esasperato (che non ho mai difeso) ammazzato da un altro ragazzo terrorizzato (che difendo da allora) ed a glorificare un mercenario che magari era pure una brava persona ma che per soldi si era consapevolmente messo a rischiare di uccidere o essere ucciso. Per soldi, non per alti ideali, la patria o chissà che altro! E perché diventa un simbolo? Perché per esorcizzare la paura di morire spara una frase idiota da libro Cuore con uno stupido atteggiamento di sfida che probabilmente ha fatto si che lo ammazzassero, visto che gli altri tre ostaggi che sono stati zitti non sono stati uccisi. Né Giuliani, né Quattrocchi meritano di essere eletti a simbolo da persone intellligenti.
Quando il Presidente Ciampi iniziò a rilanciare l'uso ed il rispetto della bandiera come simbolo di unità nazionale, di valori repubblicani, di cultura, di spirito di altruismo e sacrificio dei combattenti che hanno fatto e difeso l'Italia, inquadrati o meno in eserciti ufficiali o anche contro quegli eserciti quando questi erano dalla parte sbagliata, fui fiero che lo si facesse.
Ora che fascistelli idioti, guidati da mezze tacche e truffatori, da decenni prendono ostaggio l'amor patrio per promuovere un nazionalismo becero, stupido ed ingiustificato, vedere il tricolore mi suscita sempre un misto di orgoglio per quello che dovrebbe rappresentare e di vergogna per quello che troppo spesso rappresenta.
Grazie di aver inquinato il mio amor patrio.
Te lo ripeto: ogni volta che posti 'ste stronzate, mi vergogno di essere compatriota di gente come te.
Ciao

sabato 25 agosto 2012

Invidia

Su Facebook vedo la foto di un montatore video con cui lavoravo in redazione una quindicina di anni fa.
Ora, a giudicare dalla foto, fa il muratore.

È strano provare un moto d'invidia?

domenica 19 agosto 2012

La bicicletta

La bicicletta come metafora della vita: puoi sfidare te stesso a scalare vette sempre più alte, lasciando tutti indietro, per finire a guardare tutti dall'alto in basso, stanco ma senza aver prodotto nulla di utile, sudato e puzzolente come un porco e solo come un tragico sociopatico.
O puoi lasciarti andare lungo la discesa più facile, dando qui e là un colpo ai pedali, per finire nel punto più basso possibile: la spiaggia con tutti gli altri che sono lì ad abbronzarsi ed a fare il bagno, a bere e mangiare insieme, per poi caricare la bici sull'auto di un amico (è pieno di amici in spiaggia) che sarà felice di riportarti di nuovo su, a casa.

Bicycle as a metaphor of life: you can challenge yourself to climb high mountains leaving anyone else behind to end up watching everybody from above, tired  but without doing anything useful, stinking and sweating like a pig and alone as a sad sociopath.
Or you can let yourself seek the easy way downhill, hitting the pedals here and there with no effort to end up fresh and relaxed on the lowest possible point: on the beach with anybody else who's there swimming, sunbathing eating and drinking together and than loading your bike on some friend's car (plenty of friends on the beach) who'll be glad to drive you uphill, back home.

sabato 14 luglio 2012

Revolução? Agora no.

"Andiamo a fare la rivoluzione!"
"Non ora."


Movimento Perpétuo Associativo

Deolinda

Agora sim, damos a volta a isto!
Agora sim, há pernas para andar!
Agora sim, eu sinto o optimismo!
Vamos em frente, ninguém nos vai parar!
-Agora não, que é hora do almoço...
-Agora não, que é hora do jantar...
-Agora não, que eu acho que não posso...
-Amanhã vou trabalhar...
Agora sim, temos a força toda!
Agora sim, há fé neste querer!
Agora sim, só vejo gente boa!
Vamos em frente e havemos de vencer!
-Agora não, que me dói a barriga...
-Agora não, dizem que vai chover...
-Agora não, que joga o Benfica...
e eu tenho mais que fazer...
Agora sim, cantamos com vontade!
Agora sim, eu sinto a união!
Agora sim, já ouço a liberdade!
Vamos em frente, e é esta a direcção!
-Agora não, que falta um impresso...
-Agora não, que o meu pai não quer...
-Agora não, que há engarrafamentos...
-Vão sem mim, que eu vou lá ter...

lunedì 9 luglio 2012

mercoledì 30 maggio 2012

Come nascono e si giustificano le religioni

Dal Blog di Leonardo su l'Unità.

Io credo che di Beppe Grillo si debba parlare seriamente, come di un leader di un grande movimento politico e di opinione che si merita rispetto più di tanti segretari di partitini. Per questo mi dispiace, sinceramente, che in una giornata come quella di ieri così angosciosa per le migliaia di persone che vivono a poche decine di km da un sisma infinito e imprevedibile, Grillo abbia deciso di dare spazio sul suo blog a Giampaolo Giuliani, scrivendo che “è in grado di anticipare di 6-24 ore il manifestarsi di un terremoto”: cosa che lo stesso Giuliani non è mai riuscito a dimostrare. Grillo scrive che “la sua ricerca sui precursori sismici ha salvato la vita a quanti, nel 2009 in Abruzzo e in questi giorni in Emilia Romagna, hanno dato ascolto ai suoi allarmi”. Nel 2009 Giuliani prevedette effettivamente un forte sisma in Abruzzo (in un momento in cui lo sciame sismico era già iniziato), ma sbagliò il giorno e il luogo. Quanto all’Emilia Romagna, non mi pare che Giuliani avesse dato allarmi di sorta; del resto la regione è ben lontana dallo spettro dei suoi rilevatori. Presentare Giuliani come l’uomo che avremmo dovuto ascoltare per salvarci la pelle è molto più che una sciocchezza: è un insulto alla gente che in queste ore sta cercando di mantenere la calma e comportarsi in modo razionale, in un contesto che di razionale purtroppo non ha niente. Non possiamo “anticipare” tempi e luoghi dei terremoti, con buona pace di Giuliani, al quale auguro di riuscirci un giorno. Però Grillo sa che vorremmo esserne capaci, di più: che lo pretendiamo. Forse è questo che lo ha reso leader di un grande movimento di opinione: aver capito come soccorrere la fede dei delusi. Cerco di spiegarmi meglio. Un terremoto è qualcosa che scuote le nostre certezze, ci riporta a quello stato di impotenza in cui l’uomo primitivo ha cominciato a elaborare i miti: tentativi di spiegare l’inspiegabile, o almeno di raccontarlo. In mancanza di una scienza e di una memoria storica, presupporre l’esistenza di esseri supremi che scagliano fulmini o scuotono la terra dal sottosuolo non era così irragionevole. Prima di diventare favole per bambini e letterati, i miti sono stati ipotesi. Oggi non ne abbiamo più bisogno, si dice, perché abbiamo la scienza. Il problema con la scienza, in particolare da noi in Italia, non è che non la studiamo abbastanza – senz’altro potremmo studiarla di più, e metterla al centro del nostro sistema educativo; non sarebbe una brutta idea. Però alla fine non è esattamente questo il problema. Il guaio è che, pur conoscendola male, la diamo tutti per scontata. Ci fidiamo di lei. Crediamo che abbia tutte le risposte: basta consultarla e ci spiegherà ogni cosa. In sostanza, invece di sostituire la religione con la scienza, abbiamo fatto della scienza una religione. Ma la scienza non è una religione: non ha tutte le risposte, non ci salva sempre il sedere, non è il suo compito. Lo si vede molto bene nella fase immediatamente successiva a un terremoto, quando ci accorgiamo, una volta di più, che la scienza non ce lo ha predetto: perché questa cosa che ci aspettiamo da lei, che quasi diamo per scontata, la scienza non la fa. Non è l’oroscopo, non è cartomanzia: se ci fossero sistemi efficaci di predizione la scienza li userebbe; un giorno forse gli scienziati li troveranno e li useranno; nel frattempo però le predizioni non le sanno fare, e (tranne Giuliani) non hanno mai detto di saperle fare. Questa cosa ogni volta ci sorprende e ci addolora. Pensavamo che la scienza fosse un oracolo. Lo pretendevamo. Sui social network la gente si lamenta: ma che ci stanno a fare i sismologi se non sanno neanche dirci quando viene un terremoto? Perché non fanno le previsioni dei sismi, come quelle del meteo? È un’ingiustizia, una negligenza, un complotto dei poteri forti, eccetera. Alla fine siamo più superstiziosi dell’uomo primitivo: lui la teoria del Dio che scaglia il fulmine la elaborava in mancanza di meglio, ma almeno elaborava qualcosa. Noi non elaboriamo più: siamo convinti che da qualche parte esista un libro con tutte le risposte dentro. Se solo lo aprissimo, scopriremmo che è un libro imperfetto, che contiene ancora più domande che risposte. Non lo ha scritto un’autorità onnisciente, ma uomini imperfetti come noi. Per esempio, alla pagina “come prevedere i terremoti” per adesso c’è un bel vuoto. Questo noi non lo possiamo assolutamente consentire. Quella pagina da qualche parte dev’esserci: magari qualcuno ce la nasconde per un secondo fine. Per fortuna che c’è gente come Giampaolo Giuliani, a riempire gli spazi criminalmente lasciati vuoti. Molte pseudoscienze funzionano così: servono a salvare la nostra fede incorreggibilmente religiosa nei confronti della scienza. L’economia, quando non è troppo difficile, è un enorme spazio rimasto bianco: sostituiamolo con la mistica del ritorno alla lira, o quella del signoraggio. I terremoti sono imprevedibili? Sarà colpa di HAARP, o del fracking (che in Italia ancora non si è fatto). Internet, che secondo le fantasie apocalittiche di Casaleggio dovrebbe creare un impero mondiale di condivisione, per ora rimane un serbatoio da cui attingere teorie strampalate adatte all’uso. Prima o poi durante un nubifragio qualcuno tirerà fuori l’idea di un Dio del fulmine arrabbiato con noi; in fondo non è un’ipotesi così irragionevole, in mancanza di scienza e di memoria.

venerdì 25 maggio 2012

Serendipity

Ho appena finito di leggere un paio di libri (fiction leggera, ma ben scritti) con protagonisti lupi mannari.
Inizio un nuovo libro (diverso autore, diversa lingua, diverso Paese, diverso stile, diverso genere...) e la prima parola è 'I lupi'.

Nel frattempo mia moglie ha appena iniziato a leggere un altro libro con un grosso lupo ringhioso in copertina.

Coincidenze del genere capitano di continuo.
Le anime belle (politically correct per: "idioti") vogliono credere di vederci un disegno intelligente, il destino, i fato, le parche che tessono le vite degli uomini.

Ma di coincidenze del genere ne capitano talmente tante e talmente spesso che se davvero dovessi credere che siano un messaggio superiore potrei solo rispondere: "Piantala di fare tutto 'sto rumore! Se hai qalcosa da dirmi, mandami una cazzo di email, rompicoglioni!"

mercoledì 16 maggio 2012

Vent'anni dopo

Vent'anni (e tre mesi) fa partiva Mani Pulite e saltava in aria Tangentopoli, un sistema di efferata corruzione generalizzata particolarmente (ma non solo) tra i partiti al potere sino a quel momento, di cui tutti sapevano, ma contro cui nessuno osava levarsi.

Sino ad allora i partiti avevano reagito con sdegno ed aggressività, alle accuse di corruzione bollate come 'populismo', 'qualunquismo', ...

L'arroganza del potere are tale da non tollerare neanche più la satira.
Ne fece le spese un comico geniale e graffiante, colpevole di una battuta insinuante la corruttela del partito dell'allora Presidente del Consiglio che gli valse il bando eterno sia dalla TV pubblica che da quella privata, proprietà dell'amico e sodale del Presidente del Consiglio di cui sopra.

Vent'anni fa alcuni magistrati ebbero il coraggio di provare finalmente a scalfire quel vergognoso muro di omertà, scoprirono quel verminaio putrido, sbatterono in galera uomini estremamente potenti colti con le mani nel sacco dei beni pubblici, portarono le prove in tribunale, diedero il via ai processi.

Il popolo italiano ebbe un moto d'orgoglio e di speranza. Gridò "Ora basta tollerare!" Lanciò monetine agli arroganti capibanda al grido di "rubatevi anche queste!".
I capi di quello schifo finirono additati al pubblico disprezzo. Il più arrogante di tutti finì i suoi giorni da latitante. Qualcuno, tra i pochi con ancora un po' di dignità, mise fine ai suoi giorni.

La guerra fredda, con le sue minacce, le sue influenze e le sue limitazioni alla nostra democrazia era finalmente finita. 
Chi ne aveva tratto indebite rendite di posizione veniva scalzato dal potere. 

Partiti nuovi nascevano sull'onda del disprezzo per il potere centrale con sede a Roma. Partiti che vennero definiti 'giustizialisti' o addirittura 'forcaioli' e che rivendicavano con orgoglio queste sprezzanti definizioni, arrivando a sventolare cappi e nodi scorsoi in Parlamento, all'indirizzo di coloro che accusavano di corruzione.

Era l'irripetibile occasione di costruire finalmente quello che un politico dalle geniali intuizioni definì allora "Un Paese Normale"!

Vent'anni dopo 

Vent'anni dopo, i forcaioli di allora sono travolti da scandali per una corruzione talmente avida e grossolana che neanche allora sarebbe stata tollerata.

I magistrati di allora hanno quasi tutti dovuto rinunciare alla caccia. Alcuni sono entrati in politica essi stessi per tentare di cambiare le regole e facilitare la prosecuzione dei corrotti, ma persino tra le loro fila sono esplosi vergognosi scandali.

Il comico esiliato allora è diventato un capopopolo arrabbiato, tanto da diventare il terzo partito alle recenti elezioni, senza bisogno di un programma, ma solo dando voce (ed improperi) alla rabbia ed alla frustrazione di chi non ne può più di tollerare.

Gli eredi del grande partito di popolo che aveva dominato tutta la storia repubblicana sono ridotti a poche sparute tribù attorno a capi minori e poco noti, la cui unica ragion d'essere è vivere di finanziamenti pubblici.

Gli eredi dell'altro grande partito di popolo che opponeva al primo una visione alternativa è privo di leader degni di tale nome da oltre quindici anni, da quando al politico geniale dalle geniali intuizioni venne a mancare il coraggio delle sue opinioni e lui si vendette, in nome di una realpolitik degna di miglior causa, ad un machiavellismo meschino e vile per il quale, credendosi burattinaio divenne la marionetta, l'utile idiota del peggior nemico del suo elettorato.

E quest'ultimo ha dominato a suo piacere e per i suoi comodi il ventennio di cui sopra, presentandosi come 'L'uomo nuovo', accolto da chi avrebbe dovuto fare i conti con la storia come 'L'uomo della provvidenza' (come all'alba di un'altro ventennio infame) che da quei conti li avrebbe salvati.
Non ha mai convinto più di un elettore su tre (tra cui molti lo scelsero come il male minore), ma ha sdoganato e portato al potere i partiti che mai e poi mai avrebbero avuto accesso alla stanza dei bottoni senza di lui, e che quindi da lui divennero dipendenti, compresi gli ex forcaioli di cui sopra, obbligati a mantenerlo al potere volenti o nolenti, perché lui potesse mantenervi loro.

Sotto di lui il potere era senza compromessi. Non c'era più spazio per la concertazione nazionale di un tempo, nella quale governo ed opposizione comunque negoziavano da posizioni diverse, ma nell'interesse generale.

Sotto di lui c'era spazio solo per i suoi interessi e, di ricaduta, per quelli di chi gli tornava comodo.
Non c'era spazio per il dibattito sui media, che mise sotto il tallone, quasi senza eccezioni.

Persino lui, però, oggi è in caduta, trascinato nel fango da comportamenti vergognosi per cui in qualunque altro Paese sarebbe già stato condannato.

Un'altra guerra di portata mondiale (quella al terrorismo) sta finendo in maniera ingloriosa per tutti, mentre tra i Paesi satelliti dell'allora Guerra Fredda si fanno largo i veri protagonisti di domani costruendo un futuro nel quale il nostro ruolo è ancora tutto da guadagnare.

L'irripetibile occasione di allora l'abbiamo mancata.
Oggi la reazione popolare è molto più stanca, meno appassionata, logorata da anni di delusioni dopo soprassalti d'orgoglio resi inutili dall'assenza di un leader. Fiaccata dalle difficoltà di una crisi i cui costi vengono scaricati sui più deboli da chi della crisi è responsabile.

L'occasione, stavolta, non è epocale come allora.
I leader che dovrebbero guidare il Paese fuori dalle conseguenze di decenni di malcostume oggi sono mezze figure; quelli che avrebbero potuto farlo sono stati bruciati tutti, senza eccezioni, da scandali veri o costruiti, dalla impossibilità di ottenere maggioranze non prezzolate attorno a progetti di governo onesti e seri, dalla rassegnazione di un Paese che ha smesso di credere che le cose si possano cambiare.
Dalla rassegnazione di un popolo che si è arreso a credere che vivere onestamente sia inutile.

Non credo più che sia possibile la rivoluzione pacifica che sognavamo allora.
Quella che ebbero a Lisbona, a Praga... ma che non fummo capaci di avere a Roma.

Ma sogno ancora che almeno stavolta abbiamo la forza ed il coraggio di esigerne ed ottenerne una più piccola, minore, normale: sogno di vedere in prigione chi ci ha derubato per anni di denaro pubblico, dignità e senso dello stato.

http://www.unita.it/italia/lega-bossi-e-il-trota-indagati-a-milano-1.411518


venerdì 11 maggio 2012

Angeli




"Über die Verführung von Engeln" von Bertolt Brecht
Engel verführt man gar nicht oder schnell.
Verzieh ihn einfach in den Hauseingang
Steck ihm die Zunge in den Mund und lang
Ihm untern Rock, bis er sich naß macht, stell
Ihm das Gesicht zur Wand, heb ihm den Rock
Und fick ihn. Stöhnt er irgendwie beklommen
Dann halt ihn fest und laß ihn zweimal kommen
Sonst hat er dir am Ende einen Schock.
Ermahn ihn, dass er gut den Hintern schwinkt
Heiß ihn dir ruhig an die Hoden fassen
Sag ihm, er darf sich furchtlos fallen lassen
Dieweil er zwischen Erd und Himmel hängt –
Doch schau ihm nicht beim Ficken ins Gesicht
Und seine Flügel, Mensch, zerdrück sie nicht.

"Sulla seduzione degli angeli" di Bertolt Brecht 
L'angelo va sedotto immediatamente o lascia perdere  
Trascinalo nell'ingresso di casa 
Infilagli la lingua in bocca e smanettalo a lungo
Sotto la gonna, sinché non si bagna, sbattigli 
La faccia al muro, sollevagli la gonna 
E fottilo. Se oppresso geme, 
Tienilo fermo e fallo venire un paio di volte 
Che non gli venga un collasso. 
Esortalo ad agitare bene il culo 
Sussurragli di prenderti i coglioni 
Digli di lasciarsi andare senza paura 
Mentre è sospeso tra il cielo e la terra 
Ma non guardarlo in faccia mentre lo fotti 
E attento a non schiacciargli le ali! 

sabato 28 aprile 2012

Il vecchio e il bambino

Il vecchio e il bambino
(Francesco Guccini)

E il vecchio diceva, guardando lontano:
"Immagina questo coperto di grano,
immagina i frutti e immagina i fiori
e pensa alle voci e pensa ai colori
e in questa pianura, fin dove si perde,
crescevano gli alberi e tutto era verde,
cadeva la pioggia, segnavano i soli
il ritmo dell' uomo e delle stagioni..."
Il bimbo ristette, lo sguardo era triste,
e gli occhi guardavano cose mai viste
e poi disse al vecchio con voce sognante:
"Mi piaccion le fiabe, raccontane altre!"

lunedì 19 marzo 2012

A methaphor

"Football is so much funnier without a referee, dad!"
"No kid. Football would be fun if you didn't need a referee. If you could play with friends who want to have fun, not idiots who want to win (and are willing to cheat for it)!"


This came out after he told me how a referee (school kid as well) fell for the scenes of another kid, who went on cheating and pushing other players while the referee couldn't see and threw himself on the floor
pretending others pushed him, when the referee was watching.

During school time you meet some of the worst idiots of your lifetime. People that sometimes will become decent adults, but to whom meanwhile you would never give a second chance to prove worth it, if only you were given the chance. But you are not, and must meet them daily for years.
I think good memories of school time prove bad, or at least selective, memory.

Che tempi di merda!

venerdì 16 marzo 2012

Libertá

La libertà è la possibilità di fare delle scelte.
La scelta è l'esclusione delle altre opzioni.
L'ncapacità di rinunciare alle opzioni scartate è incapacità di essere liberi.
Significa restare prigionieri di opzioni non scelte e di scelte incompiute.
ergo...
La vera libertà limita sé stessa.
O non è tale.

Defending rights or contrasting evolution?

Pleas find below a very interesting article about the arrest of the owner of Megaupload, german hacker Kim Dotcom.

I have never used that service, so I can't say if it was good and I won't miss it.

Neveretheless his arrest, once again, offers the opportunity for a discussion about the redefinition of copyright, in order to use it again as a stimulus for development rather than a brake, as many claim it is the case today.

Below an excerpt fom the article:

" But the arrests are already having an impact. Other file-sharing sites such as Uploadbox and FileSonic have shut down or altered the way they operate. Less clear is what that proves: Has the case discouraged infringement or innovation? Media companies have hardly led the charge to develop convenient ways for the tech-savvy masses to watch movies and listen to music whenever and wherever they want. Attorney Julie Samuels of the Electronic Frontier Foundation, a nonprofit that advocates for digital rights, says content producers want to “stem the growth of new business models instead of using their time and energy to compete. They’re working to harm innovation and consumers and artists who are trying to find new ways to connect with those fans.” "

(You can read the whole story here: http://mobile.businessweek.com/articles/2012-02-16/kim-dotcom-pirate-king )

mercoledì 14 marzo 2012

Avvoltoio pentito


From The New York Times

Why I Am Leaving Goldman Sachs
Published: March 14, 2012
An executive resigns from his position over an integrity problem too big to ignore.

http://www.nytimes.com/2012/03/14/opinion/why-i-am-leaving-goldman-sachs.html









giovedì 1 marzo 2012

Anatomy of an urban thug

Anatomia di un boro di città.



USA world's biggest problem?

For some in France the USA is world's biggest problem.

Somebody posted this article as an 'amusing reading'. 
Below is my answer: 


Why amusing?
It's a very widely spread feeling, based on facts and too often comforted by US behaviour.
Some years ago I had the same discussion with somebody claiming -as the author of this article- that people should rather worry about Iran (that didn't make war to anyone since the '80s), North Korea (that didn't make war at all).

At the time, a poll around Europe commissioned by the European Commission, showed that most Europeans (not only 'the French far left') considered USA and Israel as the world's worst warmongers (then fashionable to say 'rogue states').

Not astonishing: Israel was bombing (including with white phosphorus bombs) refugee camps or civilian cities and settlements in Palestine and Lebanon to retaliate against minor attacks from terrorist groups, while expanding settlements in Palestinian territories and denying any concession.

Only in the latest years, the USA had been bombing to rubble -mostly against or without the UN Security Council decisions- Panama, Serbia, Sudan, Afghanistan, Iraq...(but run away like hell from the only place where everybody agreed they had a peace keeping role: Somalia, where they fucked up big time for not wanting to be under UN command); and they disregarded basic principle of international legality, with their 'special renditions' (=kidnapping without a judge warrant) and torture of anybody suspected of anything based on nothing, with attacks on civilians, with torture camps, both military and of the intelligence...

Still nowadays the Obama administration is retiring from countries where the USA created new problems (e.g. The islamic militants active nowadays in Iraq had no space whatsoever under Saddam Hussein, without wanting to defend him) or didn't solve the old ones; is threatening to start a new campaign against Iran, didn't solve the credibility trap of Guantanamo, is issuing a real war (including the infamous 'secret arrest warrant') against Wikileaks and its leader Julian Assange, whose only crime is making government and institutions liable to public scrutiny (shouldn't it be compulsory to call a country 'democratic'?) ...

So now, tell me again: why do you find amusing that some in France or elsewhere think that the USA today is the world's biggest problem?
Shouldn't you rather consider it a ringing bell?


Once I read of an Indian proverb:
If one person tells you are a horse, laugh at him. 
If a second person tells you are a horse, start wondering... 
If a third one tells you are a horse you better go look for a saddle. 

mercoledì 29 febbraio 2012

Aristòn mé funai.

Ovvero: Meglio sarebbe non essere mai nati
(o più letteramente: "Il meglio -sottinteso: 'in assoluto'- è non essere nati")
Dall'"Edipo a Colono" di Sofocle

Ho trovato questa frase in un libro che sto leggendo ed intendo includerla tra le mie citazioni abituali.
Mi aspetto reazioni superficiali e negative, del tipo: "ma in fondo la vita è bella", o "quanto pessimismo"...

In effetti per i filosofi ellenici e per i Greci antichi in generale, la vita è comunque -bella o brutta che sia, facile o faticosa- una complicazione che non sarebbe stato affatto spiacevole evitare.

Per me questa è un'ovvietà tutt'altro che pessimista. Non esprime alcun giudizio di valore nei confronti della vita in quanto tale, ma l'obiettiva osservazione che la vita non ha senso in sé. È effettivamente una complicazione inutile, fine a sé stessa e non al nostro benessere, e destinata comunque vada a risolversi per ciascuno di noi con la propria fine ed annullamento.

La vita, dopotutto, è un meccanismo. Noi non siamo che uno strumento necessario alla sua perpetuazione.

lunedì 6 febbraio 2012

Numeri - Trilussa


Numeri - Trilussa


- Conterò poco, è vero:
- diceva l’Uno ar Zero -
...ma tu che vali? Gnente: propio gnente.
Sia ne l’azzione come ner pensiero
rimani un coso voto e inconcrudente.
lo, invece, se me metto a capofila
de cinque zeri tale e quale a te,
lo sai quanto divento?
Centomila.
È questione de nummeri. A un dipresso
è quello che succede ar dittatore
che cresce de potenza e de valore
più so’ li zeri che je vanno appresso.

mercoledì 18 gennaio 2012

Il vero 'Grande Fratello' = l'antico 'panem et circenses'

"Il vecchio George Orwell aveva capito tutto, ma al rovescio. Il Grande Fratello non ci osserva. Il Grande Fratello canta e balla. Tira fuori conigli dal cappello. Il Grande Fratello si dà da fare per tenere viva la tua attenzione in ogni singolo istante di veglia. Fa in modo che tu possa sempre distrarti. Che sia completamente assorbito. Fa in modo che la tua immaginazione avvizzisca. Finché non diventa utile quanto la tua appendice. Fa in modo di colmare la tua attenzione, sempre e comunque. Questo significa lasciarsi imboccare, ed è peggio che lasciarsi spiare. Nessuno deve più preoccuparsi di sapere che cosa gli passa per la testa, visto che a riempirtela in continuazione ci pensa già il mondo. Se tutti quanti ci ritroviamo con l'immaginazione atrofizzata, nessuno costituirà mai una minaccia per il mondo".

"Chuck Palaniuk - Ninna nanna"

lunedì 16 gennaio 2012

Bill Gates better than Batman

This alone would be enough, I think, to bury the controversy among who was better among him and Steve Jobs.
Here is something worth admiring.

microsoft infographic
Source: frugaldad.com
On the other hand the rotten culture he grew up in makes him ready to to give (and get the praise), but not to share.
Why don't these philanthropists fight for raising taxes to all big fat cats like themselves?
This would provide much bigger means for improving the lives of the less fortunate, than just voluntary donations and would let them with more than luxury anyway!

martedì 10 gennaio 2012

Luna piena di primo mattino

Poi un giorno ti alzi e fuori dalla finestra c'è quella luna tonda e luminosa che ti ha impedito di dormire quasi tutta la notte. 
E sta tramontando dietro il Jura innevato. 

E allora la perdoni.